Influenza 2017: come combatterla



Siamo al picco dell'influenza, corriamo ai ripari!


Testa pesante, stanchezza, dolori diffusi, e magari starnuti o brividi… I segnali sono inequivocabili: è influenza. Curiamoci subito, per guarire prima e meglio.

Ecco, siete alla fine di un pomeriggio di un giorno pesante, come tanti. Stanchi, stanchissimi. Ma oggi anche indolenziti. Con la testa pesante, un inizio di mal di gola e una vaga sensazione di nausea. Mancava giusto il primo starnuto. Eccolo. E un inizio di naso arrossato. Sono i sintomi dell’influenza.

Neanche quest’anno vi siete vaccinati e l’influenza è arrivata: quasi impossibile sfuggire. Tra poche ore la febbre salirà (38,5-39°C, se siete sfortunati 40°C). I segnali sono chiari e l’evoluzione del quadro prevedibile. Non resta che rassegnarsi, cercando di ricordare che cosa si deve fare per arginare i danni e limitare le sofferenze.

Ai primi sintomi dell’influenza, riposare innanzitutto

Non desiderate altro che mettervi a letto? Perfetto. Perché in caso di influenza il riposo è la migliore medicina. Permette all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus per guarire presto e bene.

Avevate in programma un incontro di lavoro irrinunciabile, la cena con gli amici, il concerto atteso da mesi, il week-end sulla neve già pagato? Pazienza.

Per alcuni giorni (in media da tre a sette) tutto ciò che dovete fare è restare tranquillamente a casa, in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo; affaticarvi il meno possibile; mangiare cibi sani, digeribili ma nutrienti; aumentare l’assunzione di vitamine, attraverso tanta frutta fresca e/o integratori multivitaminici e di sali minerali.

Bere molto. E stare lontani dagli altri per evitare contagi

E poi, bere molti liquidi, soprattutto se avete la febbre alta e sudate molto; farvi coccolare un po’, senza esasperare i familiari con continue lamentele e richieste; aerare periodicamente la stanza che vi ospita, facendo attenzione a non prendere freddo.

Ma soprattutto, evitare di gironzolare continuamente per casa aumentando il rischio di contagiare il partner, gli eventuali figli o, peggio, i nonni, che potrebbero andare incontro a fastidi più seri in caso di influenza.

E qualche medicina, per curare i disturbi più fastidiosi

Premesse queste norme comportamentali, passiamo ai rimedi farmacologici che possono aiutare ad alleviare i disagi maggiori. Febbre e malessere generale in primis.

Su questo fronte, se avete più di 16 anni e non soffrite di patologie croniche che impongono l’assunzione di farmaci specifici, per qualche giorno potete affidarvi tranquillamente all’acido acetilsalicilico (Asa), meglio se insieme con la vitamina C.

L’attività antipiretica, antinfiammatoria e analgesica dell’Asa, comprovata da oltre un secolo d’uso consilidato su decine di milioni di persone, vi permetterà di abbassare la temperatura corporea, alleviare i dolori e stare meglio.

Quando assumere farmaci sintomatici e per quanto tempo?

Unica ben nota avvertenza: non assumetelo a stomaco vuoto, soprattutto se tendete a soffrire di acidità gastrica o reflusso. Per evitare problemi, basta un pezzo di pane, qualche cracker o un paio di biscotti. Se necessario, su consiglio del medico, si può associare un gastroprotettore.

Quanto prenderne per ottenere un effetto ottimale? La regola generale dice 1-2 compresse (effervescenti o da deglutire) o bustine di granulato ogni 6-8 ore, ma soltanto se la febbre supera 38-38,5°C e il malessere è notevole, altrimenti sarebbe preferibile sopportare un po’.

Questa terapia può essere seguita per 4-5 giorni, periodo solitamente sufficiente per rimettersi in sesto. Se così non fosse o se i sintomi addirittura peggiorassero (soprattutto sul fronte respiratorio), meglio abbandonare l’autocura e interpellare subito il medico per una visita di controllo e le ulteriori terapie del caso. Potrebbero essere intervenute complicanze da trattare in modo mirato.

Ultima avvertenza fondamentale: mai assumere antibiotici se non sono stati specificamente prescritti. Contro l’influenza non servono e debilitano l’organismo, riducendo le possibilità di eliminare i virus e, quindi, quelle di guarire in fretta.

 

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